NPT: Dagli scarti di arance al fertilizzante per agricoltura biologica

Per decenni gli scarti dell’industria agrumicola, il cosiddetto pastazzo di agrumi (bucce, semi e polpa) ha rappresentato un grosso problema per le aziende di produzione di succhi di tutto il mondo. In particolare, Brasile, Florida e Cina che sono i maggiori produttori mondiali. Ma anche Spagna, maggiore produttore europeo.

La gestione di milioni di tonnellate di pastazzo di agrumi ha spesso provocato delle vere e proprie crisi ambientali. In genere le aziende essiccano il pastazzo di agrumi per ottenere delle fibre usate come mangime per gli allevamenti. Purtroppo il costo energetico dell’essiccazione non rende molto conveniente questa soluzione.

Esistono anche procedure di estrazione di oli essenziali e pectine. Ancora una volta i costi di investimento ed energetici rendo queste soluzioni molto problematiche per le aziende.

Dal 2014, in Sicilia esiste un impianto di fermentazione catalitica ossidativa, nota come NPT (NARDO Process Technology) che in grado di biostabilizzare e pastorizzare il pastazzo di agrumi in fertilizzante. Il CNR e il dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Sassari hanno già testato e caratterizzato l’impiego del fertilizzante NPT in colture di pomodoro fuori suolo in serra. Il Ministero dell’Agricoltura italiano ha registrato il fertilizzante NPT nella sezione degli ammendanti organici per l’impiego in agricoltura biologica (n. 0019781/17).