Il dipartimento di agraria dell’Università di Sassari ed il CNR (ISPAAM) hanno condotto uno studio sull’uso del fertilizzante NPT su pomodoro in colture fuori suolo in serra, come substrato alternativo a quelli tradizionali.

Sono state valutate le prestazioni agronomiche di piante di pomodoro (Lycopersicon esculentum) coltivate in presenza del prodotto bio-stabilizzato NPT tal quale o in miscela con altri substrati di coltivazione disponibili in commercio. E’ stato eseguito il confronto delle proprietà nutraceutiche, attraverso la valutazione della attività antiossidante, del contenuto in polifenoli e degli elementi minerali delle bacche prodotte dalle piante di pomodoro coltivate sui diversi substrati.

La sperimentazione è stata condotta su due varietà di pomodoro: una varietà locale resistente alla peronospora; ed la varietà Zucchero F1 (alto) Alter, tipologia ciliegino. 

I ricercatori hanno concluso che “La tecnologia NPT consente di rivalutare in un’ottica di sostenibilità, i sottoprodotti della lavorazione industriale degli agrumi, sottraendoli definitivamente alla categoria di rifiuto e valorizzandoli in qualità di materia prima secondaria per la produzione di substrati agronomici eco compatibili.

Considerando che l’approvvigionamento dei substrati nell’attività vivaistica è uno degli elementi che influenza maggiormente i costi di produzione, l’utilizzo di substrati con un equilibrata composizione di terriccio e substrato NPT potrebbe garantire un giusto compromesso economico e quali-quantitativo in relazione alla fase di allevamento delle giovani piantine. Inoltre, sulla base dei risultati ottenuti, si può ipotizzare un utilizzo del substrato NPT anche come fertilizzante organico idoneo all’impiego sulla coltura di pomodoro in miscela con substrati commerciali.

Questa è un’ulteriore dimostrazione che la tecnologia NPT è coerente con il concetto di economia circolare.