“Ricordatevi che non c’è solo la crisi economica, ma siamo nel pieno di una crisi ambientale”.
Sono parole dure e promettenti quelle usate dal giovane ministro dell’ambiente danese Ida Auken a Bruxelles. Al governo danese spetta la nuova presidenza di turno dell’Ue, che lascia ben sperare in un marcato sostegno alla green economy e ad un nuovo modo di intendere il benessere. “Dobbiamo sviluppare un nuovo approccio verde: usare le tecnologie pulite e l’innovazione sostenibile per rilanciare l’economia” ha aggiunto il ministro, che ha avuto il coraggio di parlare non solo e sempre di finanza, come usa nel nostro triste paese, ma di correlare la crisi economica con una crisi delle risorse. Quindi più agricoltura sostenibile, trasporti ecologici e più risparmio energetico. “Ogni euro speso per l’efficienza energetica andrà in occupazione e sarà un’investimento per il futuro dell’Europa, mentre quelli spesi per importare il petrolio andranno fuori dall’Ue”. La speranza danese porta una ventata di aria fresca che ci solleva dal vuoto di prospettive che si legge nelle parole di politici e tecnici di turno. Intanto anche il governatore Draghi, solitamente molto ingessato, ha rilasciato dichiarazioni forti: “La situazione economica è gravissima!” ha detto in audizione di fronte alla Commissione. Ci chiediamo allora a beneficio di chi andranno realmente queste ricette sempre uguali.