Da almeno tre anni il nostro CEO non perde occasione per affermare che il FV non presenta alcuna criticità tecnica, tecnologica e elettromeccanica che ne possa compromettere la funzionalità operativa nel tempo. Quelle affermazioni dettate dalla conoscenza intrinseca della tecnologia fotovoltaica, quindi ragionevole, ma non dimostrata e dimostrabile sperimentalmente apparivano ad alcuni azzardate ed ottimistiche. Oggi finalmente arrivano due pubblicazioni della giapponese Kyocera Solar e della università canadese Queen’s University (condotto dal prof. Joshua Pearce) in cui non solo si dimostra la longevità di impianti FV con dati di impianti funzionanti dal 1984 e tuttora pienamente efficienti. Ma si dimostra che le reali perdite di efficienza dei moduli FV di primaria qualità sono ben lontani dal 1% annuale fornito in garanzia dai costruttori. Il Prof. Pearce infatti ha dimostrato con dati sperimentali che le perdite di efficienza dei moderni moduli FV raramente superano lo 0,1% annuo. Gli analisti guardano molte variabili per determinare il costo del fotovoltaico per i consumatori, compresi i costi di installazione e manutenzione, gli oneri finanziari, l’aspettativa di vita del sistema, e la quantità di elettricità che genera. I costi delle attrezzature sono determinati sulla base di elettricità prodotta. Secondo il dottor Pearce, il costo reale nel 2011 è sotto 1 dollaro per watt per i pannelli solari acquistati in blocco sul mercato globale, anche se i costi di sistema e di installazione variano ampiamente.
“Alla luce di tali dati e considerando da una parte i continui aumenti del costo dell’energia elettrica convenzionale, dall’altra la riduzione sensibile dei costi dell’impiantistica FV – afferma il dr. Nardo – parlare di grid parity tra FV e convenzionale è effettivamente all’ordine del giorno e dovrebbe indurre i decision makers delle politiche economiche a lasciare ogni esitazione per pensare un presente ed un futuro che veda al centro del settore energetico le FER e il FV in particolare”.