Emissioni CO2: Rincari in bolletta per la mancata riduzione delle emissioni

Secondo gli accordi internazionali assunti dall’UE, e quindi dal Governo italiano, le aziende italiane del settore energetico hanno un plafond di emissioni di CO2 da emettere su base annua. Superare questo limite impone di produrre energia da fonti rinnovabili e/o acquistare diritti di emissione sui mercati internazionali. Si tratta di un controvalore pari a circa 580 mln€. Pare che le aziende del settore energetico italiano non abbiano implementato alcuna misura in attesa di un decreto salvaquote da parte del governo. Ma questo rimedio potrebbe rivelarsi molto pericoloso per i cittadini italiani. Infatti, ciò esporrebbe l’Italia a maxi-multe da parte dell’UE pari a 3,2 Mld€. A parte la differenza di proporzione tra le quote da acquistare e la multa da pagare (7 volte maggiore), l’operazione trasferirebbe il costo dalle aziende del settore energetico che non hanno fatto il loro dovere agli ignari cittadini italiani. Il tutto tenendo questi ultimi all’oscuro di quanto sta accadendo.

Infatti, se le 180 aziende italiane rimaste senza quote non avranno in qualche modo rimediato da sole, la direttiva europea impone una sanzione di 100 €/ton di CO2 emessa irregolarmente. Poiché si tratta complessivamente di ben 32 mln ton CO2, il governo italiano verrebbe multato appunto di ben 3,2 Mld€. Che andrebbero a finire direttamente sulle bollette energetiche (elettricità, gas, carburanti, ecc.) dei cittadini e delle altre aziende. Ignari del pericolo e del meccanismo che lo ha prodotto! L’80% delle quote irregolari sono attribuibili alle centrali termoelettriche.